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Venerdì, 12 Agosto 2016 09:15

L`Aquila - Perdonanza 2016

L`Aquila.
722ª edizione della Perdonanza. Come ogni anno, il 28 Agosto, il corteo di Celestino V sfila per le strade  del centro storico scortando solennemente la Bolla dell’indulgenza Papale dal Palazzo del Magistrato,  l’odierno Palazzo di Margherita d’Austria sede del Comune sino al 6 Aprile 2009, alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Il Corteo Storico-Istituzionale parte da Palazzo Fibbioni, in Via San Bernardino, alle ore 16:00 e prosegue per Corso Federico II, Viale Francesco Crispi e Viale Collemaggio, fino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Una volta sul Sagrato, viene letta  solennemente la Bolla Papale e consegnata simbolicamente alla Chiesa Aquilana.

Delegato dalla Santa  Sede ad aprire la Porta  Santa  per il 2016 è S. E. Cardinal  Edoardo Menichelli, che espleta il rituale bussando per tre volte alla Porta  Santa con il ramo d’ulivo.

 

LA PERDONANZA

Si rinnova il rito solenne della Perdonanza, l’indulgenza plenaria perpetua che Celestino V, la sera stessa della sua incoronazione a pontefice, concesse a tutti i fedeli di Cristo.

Prima di salire al soglio pontificio, Pietro Angeleri, questo era il suo nome secolare, aveva trascorso molti anni di vita eremitica in una grotta sul monte Morrone, sopra Sulmona, ricevendo dai suoi devoti l’appellativo di Pietro del Morrone.

Il 5 luglio 1294, all'età di 79 anni, fu designato dal conclave riunito a Perugia come successore di papa Niccolò IV. Dall’eremo di Sant’Onofrio al Morrone nel quale si era ritirato, Pietro, a dorso di un asino e avendo come palafrenieri re Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello, mosse alla volta di L’Aquila.

Il 29 agosto 1294 nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, costruita per sua stessa volontà e consacrata nel 1288, fu eletto papa. La prima celebrazione solenne della Perdonanza ebbe luogo nel 1295.  Celestino V divenne, però, un personaggio scomodo da eliminare. Cercò di fuggire nel suo eremo sul Morrone e poi in Grecia, ma venne raggiunto dagli sgherri del nuovo Papa, Bonifacio VIII (Benedetto Caetani) e venne rinchiuso in una fortezza della famiglia Caetani a Fumone in Ciociaria dove morì il 19 maggio 1296. Ancora oggi si parla della vicinanza di questo pontefice all'ordine dei templari e del misterioso foro rinvenuto sul cranio che analisi recenti daterebbero post mortem.  La perdonanza, quindi, non è certamente collegata alla rievocazione dell'atto generato da un personaggio per secoli  tacciato di viltà ma dal fautore di un ritorno della chiesa al principio della spiritualità e per questo combattuto e vilipeso.

Nella rievocazione odierna del corteo storico le autorità civili e religiose sono accompagnate da dame e cavalieri in costume d’epoca. Circa mille figuranti, in rappresentanza del gruppo storico del comune di L’Aquila, dei castelli che contribuirono alla fondazione della città, ciascuno con il proprio gonfalone di riconoscimento, dei Quarti in cui essa è suddivisa, e anche dei gruppi storici, italiani e stranieri, provenienti da località legate in vario modo alla storia medievale aquilana. Sfila anche una rappresentanza della città di Rottweil, gemellata con L’Aquila, in ricordo dello stampatore tedesco, Adamo di Rottweil, allievo di Gutenberg, che nel 1481 si trasferì in città da Venezia, introducendo la stampa a caratteri mobili.

Le figure principali del corteo sono: la Dama della Bolla, la quale regge il cuscino su cui è posato il fodero cilindrico che, fino al 1997, conservava la pergamena con l’indulgenza di papa Celestino V, e il Giovin Signore, che reca in mano un ramo di ulivo con cui, una volta giunto davanti alla Porta Santa della basilica celestiniana, il Cardinale designato dalla Santa Sede batte per tre volte sul portale, ordinando così la sua apertura ufficiale.
Tra le altre figure, la Dama della Croce, con il cuscino su cui è adagiata la croce che il Sindaco dona a nome della cittadinanza al Cardinale Designato.

La Bolla del Perdono, esposta per un intero giorno nell’edificio di culto sacro a Celestino, la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa ad opera dell’Arcivescovo di L’Aquila, viene ricondotta nel Palazzo Civico, accompagnata da un corteo altrettanto solenne ma di minore sfarzo, con cui si chiude ufficialmente il rituale sacro.

 

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