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Venerdì, 24 Novembre 2017 10:29

Castel Castagna - La Casa di Babbo Natale e Santa Maria di Ronzano

Anche quest'anno torna La Casa di Babbo Natale a Castel Castagna dall'8 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018 con laboratori ludico-ricreativi per bambini. Gli orari della manifestazione denominata "La Casa di Babbo Natale a Castel Castagna"sono i seguenti:

- il giorno 8 dicembre inaugurazione ore 17;
- dal 9 dicembre al 23 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20;
- la domenica aperta la mattina dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20; 
- il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio aperta solo il pomeriggio dalle 16 alle 20;
- dal 24 dicembre al 6 gennaio aperta solo pomeriggio dalle 16 alle 20.

La manifestazione si svolgerà nell'area antistante la Chiesa di Santa Maria di Ronzano. Questa può essere un'occasione per visitare Santa Maria di Ronzano che rappresenta uno dei più importanti monumenti della regione e testimonia il passaggio tra romanico maturo e gotico.


La chiesa venne edificata anteriormente all'ultimo ventennio del XII secolo, come attestato dai pregevoli affreschi absidali datati 1181 e dall'incendio del 1183 che ha lasciato evidenti tracce all'interno.

AbsideLo stile dei dipinti s’ispira all’arte paleocristiana e li rende unici in quanto non risentono degli influssi bizantini presenti nella maggior parte delle opere romaniche abruzzesi. A destra si ammirano le storie del Vecchio e Nuovo Testamento, a sinistra spiccano gli Eletti nel Seno dei Patriarchi e nella cupola dell’abside un Cristo benedicente. Di grande bellezza le figure dell'Annunciazione: l'accentuato ancheggiamento della Vergine riporta ad esempi gotici del Nord Europa. Particolarmente significativa è “la Fuga in Egitto” con affinità stilistiche riscontrabili in opere cantierate nella Francia orientale. I vortici disegnati sulle figure rimandano per esempio al timpano della cattedrale di Autun in Borgogna.Come rilevò per primo Émile Bertaux ed hanno confermato in seguito storici quali Pietro Toesca e specialisti quali Gavini, il prototipo architettonico di Santa Maria di Ronzano ha riscontri estremamente precisi con la struttura architettonica europea del XII secolo e quella Pugliese in particolare.
La caratteristica della facciata posteriore che dissimula dietro una fronte rettilinea la curva esterna delle absidi con la grande monofora che si apre al centro del prospetto posteriore, non solo non ha paragoni in Abruzzo, ma ha il suo prototipo esclusivo nelle due grandi chiese di Bari, la basilica di San Nicola e la cattedrale di San Sabino.

L’interno della basilica è a tre navate, coperte a tetto, e suddivise da archi a tutto sesto su pilastri quadrangolari con lesene addossate. Il pavimento è in pietra e due are pagane fungono da altari. Ciò che impreziosisce S. Maria di Ronzano sono gli affreschi del1181 che si trovano nel transetto e nelle absidi, miracolosamente scampati all’incendio del 1183.

Appartiene alla chiesa di Santa Maria di Ronzano una croce reliquiario, contenente un frammento della Vera Croce di Cristo. Si tratta di una stauroteca che custodisce un'antica croce a doppia traversa il cui verso è decorato da gemme, disposte su un fondo a filigrana d'oro. Nel corpo della croce è inserito un frammento ligneo cruciforme, la gemma all'estremità destra porta incisa una iscrizione in caratteri cufici. Sul retro essa è lavorata con la ripetizione di un motivo a fiore inscritto in un cerchio e la raffigurazione dell'agnello crucifero nel clipeo centrale, contornato dalla scritta Ecce Agnus Dei.


Nella parte laterale compare un’iscrizione in caratteri gotici in cui si citano “il Beato Cosma, San Giacomo Apostolo, il Legno del Signore, il panno con cui Cristo fu presentato al Tempio, San Tommaso Apostolo”, cimeli che potrebbero essere stati inseriti nelle cornici quadrilobate, così come il panno di Cristo potrebbe essere stato collocato all’interno della piccola teca di cristallo posta sopra la reliquia della Croce.

Sotto l’aspetto artistico si tratta di un'opera rara, perché poche sono le stauroteche a doppia traversa ancora esistenti e non ha immediati e precisi riscontri in croci della medesima tipologia.

Riscontri alla filigrana della croce di Castel Castagna si trovano nella decorazione di opere tra XI e XII secolo, come per esempio il Cristo in Maestà dell'altare di Roger di Helmarshausen (1100). Anche lo Scrigno di Carlo Magno (1200-1215) nel duomo di Aquisgrana mostra una filigrana analoga. Analogie si possono rilevare anche con la croce contenuta nella stauroteca di La-Roche-Foulque, oggi ad Angres e con quella di Salisburgo anch’esse datate XI – XII secolo.

Dal punto di vista religioso la stauroteca ha un valore straordinario in quanto colloca Castel Castagna fra i più importanti centri medievali del cristianesimo. Infatti, secondo quanto è scritto nel Chronicon Paschale, la vera croce di Cristo fu ritrovata nel 320 d.C. da Elena Augusta, madre dell'imperatore Costantino il quale fece erigere sulla più alta cima del Golgota una monumentale croce in lamina d'oro decorata da gemme.

Notizie di questo culto sono presenti nel diario di viaggio della pellegrina Aetheria, datato tra la fine del IV e l'inizio del V secolo. San Cirillo, vescovo di Gerusalemme morto nel 386, riporta che frammenti della vera croce andavano in giro per il mondo e il monaco irlandese Adamnenus testimonia della presenza in Costantinopoli delle reliquie.

La presenza dell’abbazia benedettina e della reliquia della croce di Cristo testimoniano più che mai la posizione di primo piano della comunità di Castel Castagna negli eventi successivi alle prime crociate in Terra Santa e gli stretti rapporti della Valle Siciliana con la cristianità medievale.

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