Nuovo "Servizio civile digitale" per ridurre il divario tecnologico

Pubblicato il 04/01/2021
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Nasce in Italia il Servizio civile digitale, un modo per i giovani di mettere a disposizione del paese le proprie competenze digitali e aiutare quelle persone che invece fanno più fatica ad usare i dispositivi elettronici, il web, i servizi web della pubblica amministrazione.

Sarà messa in campo una sorta di “angeli della tecnologia” che supporteranno anziani e non solo, ad usare al meglio tutto quello che la tecnologia oggi mette a disposizione. 

Nel primo anno di sperimentazione verranno selezionati 1.000 volontari. I giovani saranno formati ad operare sul territorio, nei quartieri, nelle comunità locali e negli spazi pubblici organizzati per accogliere e guidare coloro che hanno bisogno di supporto nell’utilizzo delle tecnologie.
Dopo il periodo di formazione i giovani verranno assegnati agli enti pubblici che ne avranno fatto richiesta e impiegati nella realizzazione di progetti

L’avviso pubblico per la presentazione dei progetti per il Servizio civile digitale è rivolto agli enti accreditati presso l’Albo del Servizio civile universale e pubblicato all’inizio del nuovo anno sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale.

Il nuovo servizio civile rientra nel programma ‘Repubblica digitale’ promosso dalla ministra Pisano per contrastare il divario digitale, anche di natura culturale. Si tratta di un’iniziativa nel solco degli obiettivi del servizio civile “generale” ovvero quello di investire sui giovani, sulla loro formazione e sul loro ruolo di cittadini attivi.

Gli enti che aderiranno all’iniziativa seguiranno un percorso formativo di accompagnamento guidato dal Dipartimento per le politiche giovani e il servizio civile universale e dal Dipartimento per la trasformazione digitale, che assisteranno enti e volontari nello sviluppo della sperimentazione.

Il Servizio Civile digitale ha sostanzialmente tre beneficiari:
– I giovani che lo faranno
– Gli enti che lo utilizzeranno
– Le persone che ne riceveranno i servizi

I giovani ammessi al Servizio Civile digitale potranno essere valorizzati per le loro competenze digitali e per la formazione che riceveranno, potranno rendersi utili alle singole persone che incontreranno e a tutta la comunità ricucendo, almeno in parte quello strappo, spesso generazionale ma non solo, che il digitale ha portato separando chi lo sa usare bene e chi no.

Per gli enti (pubblici o Onlus) è l’occasione per offrire non solo un servizio fondamentale ai propri assistiti, ma anche un volano per molti altri: se si diffonde la competenza digitale si possono attivare molti altri interventi attraverso la tecnologia.

Nel passato la rete dei “servizi sociali” era affidata anche alle comunità, ai quartieri, ai parenti.

Queste reti sociali naturali si sono rarefatte e allora bisogna costruire reti digitali di assistenza, inclusione anche di affettività, il digitale diventa fondamentale, ma bisogna saperlo usare. Ecco perché è utile il servizio civile digitale.

 

 

 

 

 

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